Amanita phalloides

       Nome volgare: tignosa velenosa

Cappello: 6-14cm, dapprima emisferico, poi convesso, infine pianeggiante, colore molto variabile da giallastro a olivastro, coperto in senso radiale da fibrille innate; con qualche possibile resto di volva, margine a maturità talvolta screpolato.
Lamelle: bianche, con lamellule tronche, fitte, distanti al gambo.
Gambo: da 6-12 x 1-3 cm, cilindrico, attenuato verso l'alto e ingrossato alla base, da bianco a giallastro con colore al cappello, a volte molto decorato; anello biancastro, membranoso, discendente; volva tipicamente inguainante, ampia, persistente, biancastra.

Carne: bianca,  odore prima nullo, a maturità avanzata fetido, sapore dolce e di farina dolciastro, astenersi dall'assaggio perché  pericolosissimo.
Ecologia: da agosto a novembre, diffuso in tutta Europa; sotto latifoglie, raramente sotto conifere.
Commestibilità: velenoso mortale, è una delle diverse decine di specie mortali. Provoca la sindrome falloidea, anche minime qualità possono condurre alla morte. La latenza va da 6 a 24 ore.

Reazioni chimiche:la carne e lamelle con HSo assumano colorazione violacea e con fenolo negativa; la cute con KOH in 30 vira al giallo.L'essiccata con sulfoovanillina prima violetta e poi rossastro marroncino.

C. Lavorato e M. Rotella, 1999, Publisfera, S. Giovanni in Fiore

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 Update 04.03.2002

A cura di Ilario Belmonte   

In collaborazione con: Associazione Micologica Bresadola - Gruppo "Sila Greca"