Armillaria mellea

        Nome volgare: Chiodino giallo miele

Cappello: 5-10cm, convesso, poi pianeggiante, infine depresso, umbonato, color miele, coperto da squame rade e detersili.
Gambo: 5-12+1-1,5cm, cilindrico e a crescita fascicolata e annerente; anello persistente.
Carne: : bianca, coriacea nel gambo; sapore dolce, odore oleoso.
Ecologia: : da settembre a gennaio, abbondante in tutta Europa; cresce sui tronchi vivi e morti di latifoglie, più raro su conifere, preferisce altitudini fino a 1000 m, raramente li supera. È un pericoloso parassita che può vivere anche da saprofita. Si tratta di specie anche coltivata.
Commestibilità: commestibile dopo cottura, va eliminata l'acqua di cottura, contiene sostanze antitumorali, non da tutti tollerato. Provoca la sindrome armillarica se consumato dopo ripetuto segmento, anche se cotto; la latenza va da 6 a 15 ore; provoca la sindrome gastroenterica se ingerito crudo o poco cotto, la latenza va da 15 minuti a 4 ore. Bisogna evitare di cuocerlo alla griglia perché il centro non raggiunge la temperatura di 72° C necessario per neutralizzare la tossina che contiene. Per i suini resta velenoso anche dopo prolungata bollitura. Si tratta di specie commerciabili sia fresca che trattata, inserita nell'elenco nazionale.
Caratteri salienti: cappello color miele, coperto da squame rade e detersili; gambo a crescita fascicolata e annerente, anello persistente.

C. Lavorato e M. Rotella, 1999, Publisfera, S. Giovanni in Fiore

Non Commestibili   Velenosi   Velenosi Mortali   Indietro

 

 Update 20.04.2002

A cura di Ilario Belmonte  

In collaborazione con: Associazione Micologica Bresadola - Gruppo "Sila Greca"