Boletus satanas  

       Nome volgare: boleto satana

Cappello: 10-30cm, prima  emisferico, poi convesso, infine appianato, colore cenerognolo,con cuticola finemente vellutata, poi glabra.
Imenoforo: tubuli prima gialli, poi verdastri , alla manipolazione azzurri, adnati arrotondati al gambo. Pori piccoli e rotondi, prima gialli, poi rosso arancione, al margine restano a lungo gialli, alla pressione verde azzurro.

Gambo: 5-12 x 4- 8 cm da giovani più o meno sferico, poi molto obeso, base attenuata radicante, apice giallo, verso la base rosso, reticolo a maglie piccole, non sempre evidente con colore allo sfondo. 

Carne: biancastra o giallina, alla sezione subito vira all'azzurro, soda e compatta; odore negli esemplari adulti forte e nauseoso, sapore dolciastro.    
Ecologia: da luglio a novembre, cresce sotto latifoglie e su terreni calcarei in luoghi aperti o al margine dei boschi; poco comune nelle regioni termofile, raro nelle regioni idrofile e a nord delle Alpi.  
Commestibilità: velenoso. Provoca la sindrome dei boleti a pori rossi se consumato crudo o poco cotto in alcuni casi è tossico anche dopo prolungata cottura. La latenza va da 1a 2 ore. 

Reazioni chimiche:la carne con Hso diventa rossastra ,  con FeSo grigiastra e con fenolo negativa. Caratteri salienti: cappello cenerognolo, pori rosso arancione, gambo molto obeso, odore nauseoso..

Osservazioni: dal nome questo fungo fa paura, in realtà non è più pericoloso di altri boleti a pori rossi.   

C. Lavorato e M. Rotella, 1999, Publisfera, S. Giovanni in Fiore

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 Update 15.04.2002

A cura di Ilario Belmonte   

In collaborazione con: Associazione Micologica Bresadola - Gruppo "Sila Greca"