Coprinus comatus 

       Nome volgare: agarico chiomato

Cappello: 5-10 cm, prima ovale richiuso sul gambo, poi campanulato, a maturità si liquefa partendo dal margine e forma un liquido che somiglia a inchiostro nero, colore bianco candido, ricoperto di lunghe squame, centro nudo e ocraceo.
Imenoforo: prima bianche poi rosate infine nere, libere al gambo, molto larghe.
Gambo: 10-15 + 1-1,5 cm, bianco, lucido e fibrilloso, cavo e fragile; anello piccolo, libero, fragile.
Carne: : bianca, scarsa, senza odore e sapore particolari.
Ecologia: : diffuso in tutta Europa: cresce su terreno ricco di sostanza organica o ben concimato, nei pascoli, lungo i sentieri, sia in montagna che in pianura, talvolta cespitoso. Si tratta di specie coltivata anche artificialmente.
Commestibilità: commestibile ma solo quando la carne è bianca. Da non consumare quando le lamelle incominciano ad assumere colorazione rosa o nera. Produce effetti benefici per i diabetici, perché contribuisce a far abbassare la percentuale di zuccheri nel sangue; questo effetto sarebbe da attribuire solo agli esemplari a crescita spontanea. Se raccolto in città o in luoghi inquinati, per probabile carico di arsenio, se ne sconsiglia l'uso. Ci risultano alcuni avvelenamenti a sindrome coprinica, quando il fungo è consumato insieme agli alcolici.
Caratteri salienti: : cappello medio, ornamentato di grandi squame bianche, forma ovale, deliquescente.

C. Lavorato e M. Rotella, 1999, Publisfera, S. Giovanni in Fiore

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 Update 20.04.2001

A cura di Ilario Belmonte    

In collaborazione con: Associazione Micologica Bresadola - Gruppo "Sila Greca"