Cappello: 5-10 cm, prima ovale
richiuso sul gambo, poi campanulato, a maturità si liquefa partendo dal
margine e forma un liquido che somiglia a inchiostro nero, colore bianco
candido, ricoperto di lunghe squame, centro nudo e ocraceo.
Imenoforo: prima bianche poi rosate infine nere, libere al gambo,
molto larghe.
Gambo: 10-15 + 1-1,5 cm, bianco, lucido e fibrilloso, cavo e
fragile; anello piccolo, libero, fragile.
Carne: : bianca, scarsa, senza odore e sapore particolari.
Ecologia: : diffuso in tutta Europa: cresce su terreno ricco di
sostanza organica o ben concimato, nei pascoli, lungo i sentieri, sia in
montagna che in pianura, talvolta cespitoso. Si tratta di specie
coltivata anche artificialmente.
Commestibilità: commestibile ma solo quando la carne è bianca.
Da non consumare quando le lamelle incominciano ad assumere colorazione
rosa o nera. Produce effetti benefici per i diabetici, perché
contribuisce a far abbassare la percentuale di zuccheri nel sangue;
questo effetto sarebbe da attribuire solo agli esemplari a crescita
spontanea. Se raccolto in città o in luoghi inquinati, per probabile
carico di arsenio, se ne sconsiglia l'uso. Ci risultano alcuni
avvelenamenti a sindrome coprinica, quando il fungo è consumato insieme
agli alcolici.
Caratteri salienti: : cappello medio, ornamentato di grandi
squame bianche, forma ovale, deliquescente.
C. Lavorato e M. Rotella, 1999,
Publisfera, S. Giovanni in Fiore